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foto Beniculturali.it

Il Parco Naturale Dolmen Li Scusi, situato nella pittoresca campagna di Minervino, è un sito emblematico che incapsula la storia millenaria e le mistiche tradizioni del Salento. Al centro di questo parco si trova il dolmen “Li Scusi”, un monumento megalitico che risale a un periodo tra il V e il III millennio a.C., rappresentando uno dei più antichi e significativi esempi di tali strutture in Italia.

Mistero e funzionalità del Dolmen

Questo dolmen, secondo solo per dimensioni al noto dolmen di Bisceglie, emerge dalla terra come un portale storico, con un grande foro nella sua lastra orizzontale che permette ai raggi solari di penetrare direttamente attraverso di esso durante il solstizio d’estate, suggerendo un uso cerimoniale e forse archeoastronomico. La funzione originale del dolmen rimane avvolta nel mistero, con teorie che spaziano dall’essere una tomba sacra, un luogo di culto pagano, fino a un sofisticato osservatorio astronomico.

Fenomeni Astronomici e Cerimoniali

Alcune teorie sostengono infatti che il Dolmen Li Scusi potrebbe aver avuto una funzione legata all’osservazione astronomica e al ciclo delle stagioni. La sua costruzione meticolosa e l’orientamento preciso suggeriscono che il sito potrebbe essere stato utilizzato per tracciare movimenti astronomici e per segnare eventi solari significativi.

Ogni anno, un fenomeno affascinante si verifica il 21 giugno, poco prima di mezzogiorno: un raggio di sole filtra attraverso un piccolo foro sulla lastra di pietra del dolmen, proiettando un cerchio di luce all’ingresso del monumento. Questo evento crea un collegamento visivo con il dio Sole e sembra confermare l’ipotesi che il dolmen e il vicino cromlech—un grande cerchio di pietre situato a breve distanza—fossero parte di un complesso orientato astronomicamente.

L’intero orientamento del sito è pensato per allinearsi con configurazioni stellari specifiche. Il grande cerchio di pietre che circonda il dolmen presenta due ingressi posizionati lungo l’asse Nord-Sud, direzionati precisamente sull’asse della Stella Polare. Questo allineamento non è solo funzionale alla navigazione terrestre ma potrebbe anche avere significati cerimoniali o ritualistici.

All’interno del cerchio più grande si trova un secondo cerchio, formato da tre pietre. Questo arrangiamento interno sembra disegnare un microcosmo del più ampio contesto celeste, con una pietra particolarmente evidente a Est che assume la forma di un sedile.

Questa disposizione potrebbe aver avuto un ruolo in cerimonie o rituali legati all’osservazione del cielo e al passaggio delle stagioni, forse utilizzata come postazione privilegiata per osservazioni astronomiche o come trono cerimoniale.

Queste caratteristiche del Dolmen Li Scusi lo rendono un esemplare unico nel panorama archeologico, dove la connessione tra terra, cielo e cultura umana si manifesta in maniera tangibile e suggestiva, testimoniando l’antico legame degli uomini con il cosmo e i cicli naturali.

La scoperta ed il parco

Il nome “Li Scusi”, che evoca l’idea di “nascondere” nel dialetto locale, potrebbe riflettere la leggenda che la struttura fosse capace di nascondersi agli occhi di chi non era preparato a riconoscerne la bellezza e l’importanza. La scoperta di questo dolmen, avvenuta tra il 1867 e il 1879, ha scatenato una vera e propria “caccia ai megaliti” in Puglia, portando alla luce oltre cento monumenti simili in pochi anni.

Il parco che circonda il dolmen è stato oggetto di un importante progetto di valorizzazione culturale, trasformandolo in un’area dove i visitatori possono immergersi nella natura e nella storia. Il percorso del parco è arricchito da ulivi secolari, fichi d’india, e strutture rurali tradizionali salentine come le pajare e i muretti a secco. Questo ambiente, insieme ai massi megalitici disseminati nella zona, offre un’immersione completa nell’atmosfera preistorica e nelle tradizioni del territorio.

Il Parco Culturale Dolmen Li Scusi non è solo un sito archeologico, ma un luogo di incontro tra passato e presente, dove la storia dialoga con il paesaggio naturale per raccontare storie secolari al visitatore moderno. Una visita a questo parco non è solo un viaggio attraverso il tempo, ma anche un’esperienza che risveglia la consapevolezza dell’importanza del nostro patrimonio culturale e naturale.